Non solo buoni ma anche utili

Uno studio a carattere europeo dimostra che i funghi eliminano composti altamente tossici dalle acque reflue


di Valeria Aiello

E' la recente scoperta di un team di ricercatori europeo nell'ambito del progetto Sophied, a cui partecipa il gruppo italiano di Biotecnologie Ambientali e Industriali (BMA) del Dipartimento di Chimica Organica e Biochimica dell' Universitá degli Studi di Napoli Federico II.

Il progetto quadriennale Sophied, finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Sesto Programma Quadro, sviluppa nuove tecnologie di recupero ambientale per la detossificazione delle acque di scarico colorate.

Basato su un approccio biotecnologico, il progetto europeo coinvolge 27 partners fra cui 18 piccole e medie imprese, sette universitá e tre centri di ricerca, appartenenti a 11 Paesi europei (Belgio, Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Turchia, Portogallo, Polonia, Irlanda e Grecia).

Si tratta di uno primi progetti integrati per le piccole e medie imprese e si propone di rispondere ai problemi sia dell'industria che produce coloranti, sia dell'industria tessile, cosmetica, conciaria ed alimentare.

Si calcola che nel Mondo vengano utilizzate, ogni anno, circa 800 mila tonnellate di coloranti di natura sintetica e di queste circa il 40%, 320 mila tonnellate l'anno, vengono disperse nell' ambiente.

I danni che una tale dispersione di molecole colorate provoca sono notevoli. I coloranti oltre ad essere altamente visibili nel refluo, hanno effetti negativi sulla trasparenza e sulla solubilitá dei gas nelle acque, sono altamente tossici e potenzialmente cancerogeni.

"L'attivitá di ricerca", spiega il Prof. Giovanni Sannia, coordinatore del progetto per l'Universitá Federico II di Napoli, "presenta tre obiettivi fondamentali: sviluppare nuove tecnologie di biodegradazione dei reflui industriali, creare nuovi processi assistiti da enzimi per la produzione biocompatibile dei coloranti esistenti, biosintetizzare coloranti non tossici che permettano all'industria di proporre sul mercato prodotti con un valore aggiunto piú elevato".

A trovare applicazione nella detossificazione dei reflui industriali sono gli enzimi prodotti dal fungo Pleurotus ostreatus, una delle varietá fungine pi&uzcute coltivate e conosciute nel Mondo.

I risultati della ricerca mostrano che il fungo possiede dei sistemi enzimatici poco specifici e capaci di degradare diverse strutture aromatiche, quali i coloranti e i composti fenolici contenuti nelle acque reflue.

Nello specifico, la degradazione dei coloranti é mediata da alcuni enzimi, le laccasi. Tali enzimi, sintetizzati naturalmente dal fungo, hanno mostrato di poter degradare non solo la lignina, come avviene normalmente, ma un ampio spettro di inquinanti.

Questo biotrattamento é quindi sviluppato utilizzando i sistemi che la natura mette a disposizione: i microrganismi e/o gli enzimi da loro isolati, non solo per l'abbattimento del colore, ma per l'abbattimento della tossicitá di queste molecole.

Gli esperimenti condotti sia in laboratorio che in impianti pilota hanno portato a risultati promettenti, dimostrando che Pleurotus ostreatus é capace sintetizzare rapidamente gli enzimi, di degradare i composti aromatici fino al 90% in 3-6 giorni e di ridurne la tossicitá del 70%.

Pleurotus ostreatus

"L' attivitá di ricerca non é fine a se stessa, ma é finalizzata allo studio della relazione struttura-funzione delle biomolecole" , aggiunge il Prof. Sannia, "fino ad arrivare a concrete applicazioni industriali. L' obiettivo é lo sviluppo di nuovi sistemi ossidativi per la sostituzione dei processi esistenti con procedimenti che abbiano un migliore impatto per il lavoratore e per l'ambiente."

Il lavoro di ricerca, infatti, ha giá portato alla formulazione di un primo catalogo di prodotti, commercializzati da uno dei partner del progetto europeo, che comprende sia i coloranti prodotti con processi meno tossici che gli enzimi per il successivo biotrattamento del refluo.

L'uso degli enzimi rappresenta un'attraente opzione nella degradazione dei composti aromatici per il trattamento dei reflui contaminati.

La biocompatibilitá, la facilitá e semplicitá di controllo del bioprocesso, indicano importanti possibilitá di recupero delle risorse d'acqua, un' applicazione sempre piú importante nei Paesi del sud dell'Europa e del sud del Mondo in generale.

(Napoli, 01 Luglio 2009)