I semi della discordia

Il caso Percy Schmeiser, l'agricoltore contaminato dagli OGM

di Valeria Aiello

Chi non ha mai sentito parlare di quel povero agricoltore che si é ritrovato il campo "contaminato" dalla colza OGM della Monsanto?
E come se non bastasse, la Monsanto lo ha perfino denunciato chiedendogli il pagamento delle royalities.
Novello Davide contro la Multinazionale-Golia, l'agricoltore ha combattuto strenuamente in tribunale fino alla fine in rappresentanza di tutti gli agricoltori che potrebbero vedersi il proprio campo confiscato dalla rapace Monsanto per la contaminazione casuale del polline OGM. Questa é la storia che circola sui siti anti-OGM e che é stata ripresa dai quotidiani e da qualche giornalista senza troppa voglia di andare a controllare le fonti.
Ma le cose sono andate realmente cosí? Qual é la vera storia del farmer canadese che con la sua causa persa contro la Monsanto ha riacceso e diviso l'opinione pubblica sul tema della coltivazione e l'uso degli organismi geneticamente modificati?
I fatti sono quelli riportati nelle tre sentenze dei diversi giudici che si sono succeduti nei tre gradi di giudizio del processo "Monsanto contro Schmeiser". In tutti e tre i processi, sino ad arrivare alla Corte Suprema canadese, il signor Schmeiser é risultato colpevole. Vediamo il perché.

Percy Schmeiser é un agricoltore della provincia Canadese del Saskatchewan da piú di 50 anni. Negli anni '90 molti agricoltori, tra cui cinque agricoltori dell'area del signor Schmeiser, iniziarono a coltivare la colza transgenica resistente all'erbicida Roundup, venduta dalla Monsanto.
La Colza Monsanto Roundup Ready contiene un gene che la rende resistente all'erbicida Roundup che puó quindi essere spruzzato per controllare le erbacce. La maggior parte delle piante spruzzate con il Roundup non sopravvive ad eccezione della colza transgenica. Questo elimina la necessitá di arare il campo e di utilizzare altri erbicidi.
Negli anni '90 molti agricoltori, tra cui cinque agricoltori dell'area limitrofa a quella dei campi del signor Schmeiser, iniziarono a coltivare la colza transgenica resistente all'erbicida Roundup, venduto dalla Monsanto, al costo di 15 dollari per acro.

1997: i primi 3 acri di colza OGM (poco piú di un ettaro)
Nella primavera del 1997 il signor Schmeiser pianta i semi di colza salvati dal racconto dell'anno precedente. La colza cresce.
Egli spruzza una zona di 3 acri di uno dei sui campi vicino alla strada con del Roundup, e trova che circa il 60% delle piante di colza sopravviveva all'erbicida. Questo gli indica che le piante contengono il gene brevettato dalla Monsanto.
Anziché bruciare le piantine "malefiche" o gridare allarme per la contaminazione del proprio campo, nell'autunno del 1997, il signor Schmeiser raccoglie tranquillamente la colza Roundup Ready dai tre acri spruzzati in precedenza con l'erbicida; non destina il raccolto al commercio ma conserva accuratamente i semi separati, per immagazzinarli durante l'inverno su un camion coperto con un telo catramato.
In pubblico il signor Schmeiser ha spesso detto di non avere mai utilizzato il Roundup per selezionare le piante OGM da quelle OGM-free ed ha sempre attribuito all'impollinazione naturale la presenza della colza Monsanto nei suoi campi.
Eppure le fonti attestano che dinanzi al giudice il signor Schmeiser diceva cose diverse rispetto a quelle dette nelle varie interviste.
Nel frattempo un investigatore Monsanto su suggerimento anonimo (probabilmente di qualche vicino, che pagava regolarmente alla Monsanto i 15 dollari all'acro) nel 1997 prende dei campioni di colza dalla strada pubblica che circonda i campi di signor Schmeiser. Tutti i test effettuati confermano la presenza della colza Roundup Ready.

1998: 1030 acri di colza OGM
Nel 1998 Monsanto si reca dal signor Schmeiser e gli comunica la sua convinzione: il signor Schmeiser sta coltivando colza Roundup senza licenza.
Nonostante ció il signor Schmeiser prende i semi custoditi sul camion e li spedisce ad un impianto di trattamento semi per prepararli alla semina.
Schmeiser pianta in nove campi i semi trattati, per un totale di 1030 acri.
Numerosi campioni, alcuni per ordine del tribunale, vengono prelevati dai campi in questione. Oltretutto, l'impianto di trattamento dei semi, senza che il signor Schmeiser ne fosse a conoscenza, ha l'abitudine di conservare un campione di semi spediti per il trattamento.
La Monsanto, venuta a conoscenza di questo fatto, chiede ed ottiene un campione anche di quei semi. Una serie di test indipendenti effettuati da esperti diversi confermano che la colza piantata dal signor Schmeiser nel 1998 era tra il 95%-98% resistente al Roundup.
Solamente un test su semi forniti dallo stesso Schmeiser non ha supportato queste conclusioni.

Percy Schmeiser

Pare proprio che non si stia parlando affatto di una "contaminazione" casuale, causata dal soffio del vento o da qualche ape birichina. Nessuna contaminazione "casuale" giustifica una percentuale vicina al 100%. Soprattutto tenendo presente che il campo OGM pi&uaute vicino era a 5 miglia di distanza, cioé circa 8 Km.

Il giudice del primo processo
"Puó anche essere che qualche seme Roundup Ready sia stato portato sul campo di Mr. Schmeiser a sua insaputa", il che spiegherebbe l'iniziale presenza nel campo delle prime piante OGM. Tuttavia, "non si puó ragionevolmente spiegare la concentrazione e la vastitá di colza Roundup Ready che si evidenzia dai risultati dei test sulle coltivazioni del signor Schmeiser."

Le conclusioni del giudice federale
"Nel 1998 il signor Schmeizer ha seminato piante di colza salvate dal raccolto del 1997, che sapeva o avrebbe dovuto sapere erano resistenti al Roundup, e quei semi erano la principale sorgente di semi per la semina successiva di tutti i 9 campi di colza del 1998. E' stata la coltivazione, il raccolto e la vendita di quella colza, in quelle circostanze, che ha reso signor Schmeiser passibile di una azione legale."

Ed infine, la Corte Suprema
"Il signor Schmeiser si é lamentato che le piante, originariamente, sono arrivate sul suo campo senza il suo intervento. Tuttavia egli non ha spiegato per nulla perché ha spruzzato il Roundup per isolare le piante Roundup Ready trovate sul suo campo, perché ha coltivato e raccolto le piante, salvato e isolato i semi, perché li ha piantati successivamente e come ha fatto a finire con 1030 acri di colza Roundup Ready, che gli sarebbero altrimenti costati 15.000 dollari."

Insomma, nonostante sia stato giudicato colpevole in tre processi, e l'evidenza incontestata che Schmeiser ha piantato deliberatamente colza OGM, ora l'agricoltore é l'eroe delle organizzazioni anti-biotech. Gira il mondo impersonando il ruolo della vittima della specie biotecnologica. Ha addirittura il suo sito web dove se desiderate potete donare dei soldi per la sua "causa".

(Fonti: Decisions of Federal Court of Canada, Court of Appeal of Canada, Supreme Court of Canada, 12 Maggio 2009)